STRATEGIA 14/09/2023

Ingaggiare un consulente esterno o assumere un dipendente?

Consulente Marketing Digitale Ideaswing
Contesto

Consulente digitale strategico: il partner per un’era complessa.

Un consulente digitale strategico nel momento attuale di grande trasformazione, può fare davvero la differenza in un contesto dove ogni decisione conta.

Nell'attuale panorama economico, le aziende si confrontano infatti con una complessità crescente, dettata dall'evoluzione dei comportamenti dei mercati e degli utenti target, accelerata dalle continue innovazioni digitali. Ricordiamo che in Europa e quindi anche in Italia, le aziende di medie e grandi dimensioni perdono in media circa 500.000 euro all’anno in fatturato per strategie digitali inefficaci, spesso guidate da intuizioni anziché da dati.

Di fronte a tali sfide, sorge pertanto in molte aziende una domanda strategica fondamentale: è più vantaggioso ingaggiare un consulente digitale strategico esterno o procedere con l'assunzione di una risorsa interna?

In gran parte dei casi, le motivazioni che orientano questa scelta sono molteplici e profondamente articolate. La prima, e forse più rilevante, risiede nell'estrema difficoltà di reperire sul mercato del lavoro figure professionali che posseggano un elevato livello di formazione, una vasta esperienza trasversale e un set di competenze diversificate. Si tratta di un profilo che deve integrare conoscenze approfondite in ambiti quali le tecnologie digitali, l'analisi dei dati di mercato e del target, la business intelligence e la competitive intelligence, il marketing strategico e lo studio avanzato dei comportamenti degli utenti, come noi facciamo.

Pensare di trovare facilmente una risorsa con tutte queste capacità per un ruolo di dipendente interno rappresenta quindi un esercizio intellettuale che spesso non trova riscontro nella realtà. Anche le grandi multinazionali e le aziende più note incontrano infatti notevoli ostacoli nel reperire una figura altamente specializzata capace di gestire l'intero e complesso processo evolutivo in corso.

Questo vale anche quando si hanno le risorse per costruire team interni, che, per loro natura, implicano costi elevati e notevoli complessità gestionali.

Perdite di fatturato e lacune strategiche.

In Italia e in Europa, le aziende di medie e grandi dimensioni affrontano perdite significative a causa di strategie digitali inefficaci, spesso guidate da intuizioni anziché da dati. Questo è un tema centrale nel dibattito sulla trasformazione digitale.

Per esempio, EY nel suo studio "Value of Data" (2023) o in analisi correlate, sottolinea che le decisioni non data-driven costano alle aziende italiane circa 1,2 miliardi di euro all’anno in opportunità perse a causa di inefficienze o mancate valorizzazioni dei dati.

Queste cifre evidenziano pertanto la necessità critica di un approccio strutturato e basato sull'evidenza, un campo in cui un consulente digitale strategico esterno porta un valore aggiunto inestimabile. Parallelamente, circa il 45% dei manager italiani resiste al cambiamento digitale, temendo di perdere il controllo, un ostacolo che rallenta l’innovazione.

Ecco perché le decisioni basate su intuizione o approssimazione, anziché su dati, costano alle aziende italiane centinaia e centinaia di milioni di euro all’anno in opportunità perse.

Un dipendente interno, anche se motivato, spesso manca delle competenze trasversali – dall’analisi dei dati alla previsione dei trend – necessarie per affrontare queste complessità.

Esattamente come evidenziato in un nostro approfondimento, la mancanza di una strategia digitale fondata sui dati porta molte imprese al fallimento. Quelle ad esempio che si sono affidate ad inutili e-commerce.

Come superare quindi queste barriere?

Analisi

La corsa all’AI e la carenza di competenze interne.

Tutti i mercati sono in rapida evoluzione e l'adozione delle tecnologie avanzate come le varie intelligenze artificiali è cruciale per la competitività. Gartner stima che entro il 2026, il 68% delle imprese europee integrerà l'Intelligenza Artificiale conversazionale, ma solo il 12% disporrà delle competenze interne necessarie per farlo con successo.

...anche a causa del circolante e pericoloso effetto Brain Rot.

Questa proiezione sottolinea un divario significativo tra l'ambizione tecnologica e la reale capacità di implementazione, ma è anche un forte indicatore di cosa le aziende dovrebbero fare. Uno specialista esterno altamente specializzato può infatti colmare rapidamente questa lacuna, fornendo l'expertise necessaria senza il lungo e costoso processo di formazione interna.

Un consulente digitale strategico offre inoltre un contributo unico: una prospettiva obiettiva, libera dalle dinamiche interne e un approccio radicato nei dati.

Questi specialisti, spesso operando in team agili, anticipano i trend digitali – come l’AI conversazionale o le ricerche vocali – e traducono in tempi rapidi le complessità in opportunità. Le aziende che si affidano a consulenti esterni completano progetti digitali il 20-25% più velocemente rispetto a quelle con team interni.

Valore, flessibilità e visione d’insieme della consulenza esterna.

L'ingaggio di un consulente digitale esterno rappresenta una soluzione pragmatica ed oggettivamente più produttiva per le aziende, sia in termini di risultati tangibili che di ottimizzazione delle risorse. Un consulente di questo calibro opera abitualmente in team, una modalità operativa imprescindibile data la vastità e la specificità degli argomenti che devono essere gestiti per garantire il successo delle aziende clienti.

Questo gruppo di specialisti deve essere costantemente aggiornato e in grado di offrire un livello elevato di specializzazione, una gamma completa di servizi, oltre a flessibilità e adattabilità agli obiettivi e alla cultura dell'azienda cliente. Tutti i membri del team si muovono all'unisono, basandosi su un approccio rigoroso allo studio e alla sperimentazione.

Un consulente di grande valore ed esperienza apporta inoltre, come precisato, un punto di vista esterno particolarmente obiettivo, libero da condizionamenti interni. Quindi indispensabile per identificare aree di miglioramento e delineare strategie di sviluppo efficaci.

Si configura come quella figura professionale esterna in grado di offrire una visione d'insieme, essenziale per guidare le aziende fuori dalla "nebbia culturale" che troppo spesso limita le direzioni di crescita in molte realtà, soprattutto in Italia.

Questa "nebbia" è spesso alimentata anche da convinzioni errate, frutto della scarsa specializzazione di troppe "figure professionali" che operano nel settore, le cui competenze impattano negativamente sulle aziende.

Visione

Ottimizzazione delle risorse e agilità strategica.

L'ingaggio di un consulente digitale esterno offre inoltre un vantaggio operativo significativo: l'azienda può avvalersi di competenze altamente specializzate senza dover affrontare gli oneri e le complessità legati all'assunzione di un dipendente per ogni singola area.

Questo comporta pertanto un'ottimizzazione sostanziale delle risorse, sia in termini di tempo che di budget. Non solo per le aziende ma anche per gli Enti locali che mai come oggi dovrebbero annoverarli.

Secondo un'indagine della Banca d'Italia, l'investimento in consulenza esterna, se ben mirato, si traduce in un miglioramento dell'efficienza e della produttività per le PMI che adottano strategie di innovazione.

Le aziende evitano così gli impegni connessi a una nuova organizzazione interna, inclusi i costi di formazione e onboarding che, in un mercato del lavoro dinamico, possono rivelarsi "irrecuperabili" a fronte di un rapido turnover del personale.

Quindi un consulente, per definizione, porta con sé un bagaglio di esperienze e metodologie già consolidate, riducendo i tempi di implementazione e massimizzando il ritorno sull'investimento fin dal primo giorno. Esattamente come lo sanno i nostri clienti.

Il board dirigente avrà inoltre costantemente a disposizione una mole considerevole di dati e risultati utili per valutare l'efficacia delle strategie implementate e per apportare eventuali modifiche con rapidità estrema.

La scelta del partner strategico per il futuro aziendale.

Giunti in conclusione, la decisione di ingaggiare un consulente digitale esterno non è quindi una mera opzione tattica, ma una scelta che incide profondamente sulla sicurezza e sulla visione a lungo termine dell'azienda. In un'epoca in cui i mercati e i consumatori sono sempre più digitalizzati e connessi, è imperativo avere al proprio fianco un partner che comprenda queste dinamiche e sappia tradurle in strategie vincenti.

La capacità di un consulente esterno di lavorare in un ecosistema in continua evoluzione, di analizzare dati complessi e di fornire un punto di vista distaccato e obiettivo, è un asset che difficilmente una singola risorsa interna può eguagliare. L'approccio di chi ha maturato esperienza su molteplici mercati e settori, con un focus costante sull'innovazione e le migliori pratiche, consente alle aziende di anticipare le tendenze, mitigare i rischi e cogliere opportunità di crescita significative.

Eccco perché lo consigliamo ad enti e aziende. Non perché lo siamo anche noi.

Le realtà di successo nel futuro saranno quelle che sapranno non solo produrre valore, ma anche comunicarlo efficacemente, raggiungendo il loro pubblico target attraverso i canali più pertinenti. Questo richiede una consulenza per uno sviluppo strategico che non si limiti all'esecuzione digitale, ma che sia in grado di elevare a livello culturale la comprensione del contesto e di definire percorsi chiari e misurabili.

È proprio per queste ragioni strutturali, evidenziate dai dati e dalle dinamiche di mercato, che molte realtà di successo hanno scelto di affidarsi a partner strategici con una profonda esperienza consolidata sul campo, riconosciuti per la loro capacità di trasformare le sfide in opportunità concretei.