INNOVAZIONE 23/10/2024

Generative Engine Optimization: la rivoluzione è iniziata!

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Contesto

Generative Engine Optimization.

La Generative Engine Optimization, acronimo GEO, è la più recente evoluzione digitale che sta condizionando il modo in cui qualsiasi realtà pubblica o privata, vuole posizionarsi all'interno del mondo digitale.

La corretta applicazione della fondamentale tecnica SEO, tuttora alla base del successo delle aziende affermate, oggi comincia a non bastare più nonostante sia appannaggio delle sole poche realtà che non sono state disintegrate dai soliti presunti specialisti.

L’introduzione e il continuo progredire delle tante intelligenze artificiali ha dato infatti una poderosa accelerazione all'evoluzione di questi contesti, sta spingendo verso una più dura selezione e quindi sta costringendo tutti coloro che vogliono fare business attraverso la forza del mondo digitale a dotarsi di una nuova strategia basata sulla GEO.

La Generative Engine Optimization, è sostanzialmente una tecnica che sta rivoluzionando il modo in cui cerchiamo e interagiamo con le informazioni online. È la tecnica di ottimizzare un sito web, l'unico vero valore digitale di ogni azienda sul quale investire seriamente, per renderlo più visibile e comprensibile ai motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale.

Qui motori che ad esempio includono ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot, Jasper e una miriade di altri modelli linguistici.

Chi ritiene a ragione che la scrupolosa applicazione della SEO sia un passaggio obbligato per lo sviluppo del business, a partire da adesso deve iniziare anche a considerare seriamente la GEO, essendo la sua versione potenziata attraverso l'AI.

Come funziona questa nuova tecnica?

Per capire come funziona la GEO bisogna iniziare dalla base e quindi dai motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale AGI che utilizzano modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) per comprendere e generare il linguaggio umano.

Questi modelli sono addestrati su enormi quantità di dati come libri, articoli e un’infinità di pagine web acquisite con il continuo lavoro di scraping (analisi e raccolta dati dai siti web) che fanno i loro “robottini”, e sono pertanto in grado di identificare e collegare, più o meno bene, i contenuti con gli intenti di ricerca degli utenti.

Quando si fa una domanda (prompt), l'AI analizza la richiesta per cercare di comprendere cosa l’utente vuole ottenere, cerca le informazioni più rilevanti nelle sue vaste basi di dati e le combina, con un'impressionante velocità di calcolo e di analisi mai raggiunta prima, per creare una risposta personalizzata.

È come avere a disposizione una biblioteca universale, dove ogni libro è collegato a tutti gli altri attraverso una rete di concetti. L'intelligenza artificiale è in grado di navigare in questa rete in pochi istanti, trovando le informazioni esatte di cui gli utenti hanno bisogno.

Lo stesso motore Google ha già introdotto la possibilità di effettuare le ricerche grazie la sua AI (Gemini), direttamente nella barra degli indirizzi. Un chiaro segnale di quale sia la direzione verso cui sta andando il mondo dei motori di ricerca a livello mondiale.

Pertanto, l’evoluzione introdotta dall’AI ai motori di ricerca è quindi proprio questa, ossia potenziare “n” volte la capacità di risposta del “vecchio” sistema di ricerca che si limitava un tempo a raccogliere, tra miliardi di pagine web, “solo” quello che un preparato specialista SEO era riuscito, con una tecnica precisa, a mettergli a disposizione in termini di comprensione dei contenuti presenti nelle pagine di un sito web.

Quindi a capire chi era l’azienda, cosa faceva, a chi si rivolgeva e via discorrendo, per essere in grado di mostrarla come soluzione agli utenti in cerca di risposte.

Scenario

Perché la SEO tradizionale non basta più?

La risposta è semplice: il comportamento degli utenti! Come tutti dovrebbbero sapere, le persone si stanno infatti spostando verso l'uso dell’intelligenza artificiale a una velocità incredibile e quindi pensare che si possa farne a meno ritornando al passato, potrebbe essere un esercizio estremamente pericoloso per le aziende, decisamente presuntuoso e sufficientemente folle, in considerazione della sempre più crescente concorrenza a livello mondiale.

Tant’è che Gartner, la famosissima società americana che a livello mondiale si occupa di consulenza strategica, ricerca di mercato e analisi nel campo della tecnologia dell'informazione, nel suo report “Predicts 2024: How GenAI Will Reshape Tech Marketing,” prevede che il volume delle ricerche tradizionali calerà del 25% entro il 2026.

Non solo.

Il traffico di ricerca organico potrebbe diminuire del 50% mentre sempre più persone inizieranno ad affidarsi alle ricerche AI-based.

…e questi non sono solo numeri vuoti.

Si guardi ad esempio nello screenshot di Google ADS qui sotto, come nell'ultimo anno l'interesse degli utenti per i motori di ricerca basati sull'AI sia cresciuta a dismisura, rispetto alla linea "piatta" di Google, il motore di ricerca per eccellenza nel mondo occidentale.

Secondo la società Statista, circa il 68% degli adulti americani sta ad esempio utilizzando l'IA generativa per dare risposta alle proprie domande pertanto, questo comportamento si estenderà a tutte le nazioni del mondo. Ne consegue che nel breve periodo un numero sempre maggiore di motori di ricerca andranno a utilizzare le tecnologie IA per migliorare i propri servizi.

Da considerare poi che secondo l'indagine “The state of AI in early 2024: Gen AI adoption spikes and starts to generate value di McKinsey, un'altra famosissima azienda di consulenza globale, il 65% delle aziende sta già utilizzando l'intelligenza artificiale generativa.

Per dare un'idea, ChatGPT conta oltre 180 milioni di utenti attivi al mese, mentre Perplexity famosa per il suo motore di ricerca AI, sta vivendo un momento di straordinaria crescita. Secondo il Financial Times, la startup gestisce ad oggi circa 250 milioni di query ogni mese mentre l’anno precedente erano circa 40 milioni di query al mese. Significa una crescita mensile del 500%.

Questo dato è quindi semplicemente sbalorditivo perché indica la crescita virale del comportamento e dell'utilizzo di Perplexity.

Insomma, se non ci si mette subito a lavorare con la GEO, si rischia di restare indietro o comunque tagliati fuori dal business che come sempre diciamo “non finisce mai ma semplicemente si sposta”.

Visione

Cosa si dovrebbe fare per adattarsi al cambiamento?

Capire quale tecnica sia meglio utilizzare non è l’approccio corretto. SEO e GEO non sono la stessa cosa ma sono "semplicemente" le due facce di quell'importantissima moneta che tutte le realtà devono assolutamente avere e controllare all'interno del loro capitale.

Hanno pertanto delle similitudini ma anche delle differenze fondamentali, a partire dal fatto che la prima ha già in mano la storia (SEO) mentre l’altra la deve costruire o quantomeno “copiare”.

Assieme si potenziano esponenzialmente con armonica efficienza. Singolarmente si limitano!

Pertanto, chi saggiamente in passato è riuscito con la rigida applicazione della SEO a far assumere ai motori di ricerca le informazioni, oggi ha un indiscutibile ed enorme vantaggio rispetto a chi è ancora all'oscuro di tutto ciò che si dovrebbe fare per sopravvivere.

L’approccio chiave all’evoluzione.

Alla luce di quanto fin qui precisato, maturare la consapevolezza che integrare tecnicamente GEO e SEO è il passaggio determinante per intercettare e aggangiare efficacemente l'utente target facendo business, risulta essere il miglior approccio che tutti dovrebbero mutuare.

Per renderlo tangibile è tuttavia indispensabile, come auspicato più volte, la presenza di uno dei pochi e veri preparati specialisti che ci sono in Italia. Quelle figure che sono capaci di dare una svolta significativa al futuro delle aziende, partendo sempre dall’analisi dei dati riferiti ai mercati, ai comportamenti degli utenti e alla concorrenza. Manifestando contestualmente validissime strategie di sviluppo abbinate a contenuti con grande valore aggiunto.

In questo modo, quando un utente cercherà ad esempio "migliori scarpe da running Milano" su un motore di ricerca o chiederà a un assistente vocale "Dove posso trovare delle scarpe da running Nike?", l’azienda avrà maggiori probabilità di apparire nei primi risultati, attirare nuovi clienti e probabilmente condurli al compimento di un’azione.

Come l’acquisto di un prodotto o servizio, una prenotazione o al limite una semplice telefonata per questioni informative.

Questa è infatti la nuova sfida che le aziende dovrebbero mettere tra i loro principali obiettivi. Non solo per comparire nelle Google Ai Overviews ma anche per competere con una concorrenza che è sempre più performante e decisamente orientata a radicarsi sui mercati di riferimento.

Implicazioni

Equilibrio sempre.

La GEO sarà indiscutibilmente uno di quei principali fattori sui quali si giocherà il futuro della ricerca online ed è questo il motivo per il quale fin dall'inizio anche in Swing viene integrata con successo in ogni nostro progetto di sviluppo.

Nel settore dei servizi, in quello della produzione industriale, in quello del commercio, in quello politico, in quello del turismo o in quello della sanità. Sia in Italia che all'estero.

L'importante è gestire questi ambiti con un grande equilibrio. Quell'equilibrio che solo un professionista di lungo corso può assicurare a tutte quelle realtà che vogliono tangibilmente emergere o continuare a rimanere sulla cresta dell'onda.

Capire infatti come combinarla sapientemente con la SEO e con tutto ciò che dall’analisi dei dati porta attraverso l’uso dei canali digitali, alla visibilità dei prodotti o servizi delle aziende, non è così facile proprio per l'esiguità dei veri specialisti presenti in Italia.

Sono bravissimi ma sono veramente pochi quelli che a conti fatti sono capaci di far restare o far diventare rilevanti le realtà italiane in un mondo digitale in continuo cambiamento.

Non solo per cavalcare le evoluzioni dei mercati e degli utenti, affrontando serenamente la competizione del futuro, ma anche per identificare nuove opportunità di business che molto spesso vengono ignorate da chi non affronta questi argomenti con molta competenza.

L'AI condizionerà sempre più il modo in cui cerchiamo e consumiamo informazioni, pertanto, chi cavalcherà questi mutamenti prospererà, chi non lo farà sarà destinato all’oblio.

Siamo solo agli inizi, ma l'inizio del prossimo futuro parte anche da questa innovazione.