STRATEGIA DI CRESCITA AZIENDALE E BUSINESS DEVELOPMENT. 21/03/2021

Quanto sono scorretti i tuoi competitors?

Concorrenza sleale dei competitors Swing Business Development 2
Contesto

Quello che le aziende non sanno dei loro competitors.

Tutte le aziende, indipendentemente dal settore, riconoscono la presenza di competitors più o meno agguerriti, una costante nella logica del business e della sopravvivenza.

Pochissime sono tuttavia in grado di capire fino a che punto i competitors si possono spingere, specialmente oggi. Le possibilità di compromettere la visibilità aziendale sono diventate sorprendentemente accessibili ed economiche.

L'attualità di questa problematica è lampante. Infatti, anche negli ultimi anni, caratterizzati da contesti economici complessi, numerosi interventi sono stati richiesti per supportare aziende di svariati settori, dalla produzione industriale ai servizi.

Queste realtà si sono improvvisamente trovate dall'essere facilmente raggiungibili dai propri utenti di riferimento ad essere quasi "sconosciute" nel panorama digitale. Di conseguenza, un evidente vantaggio è stato concesso ai competitors.

Una situazione drammatica che, in definitiva, ha condotto a significative perdite di fatturato e a una compromissione della visibilità aziendale.

Comprendere il contesto per proteggere l’azienda dalla concorrenza.

Per affrontare efficacemente il problema della perdita di quote di mercato, è imperativo comprendere il contesto digitale. Ciò non è utile solo per le aziende che percepiscono questa situazione, ma anche per tutte coloro che desiderano prevenirla proattivamente.

Parlare delle scorrettezze di alcuni competitors potrebbe apparire fin troppo facile. Tuttavia, ciò che si intende sottolineare è la necessità di una consapevolezza profonda riguardo la visibilità aziendale e la referenzialità che ogni realtà deve raggiungere.

Tutto parte dalla constatazione che ogni impresa che opera oggi necessita di forti relazioni con i mercati di riferimento. Quindi, è "naturalmente" spinta ad essere visibile e referenziata sui canali digitali. Soprattutto in un'epoca di mobilità ridotta e di crescente dipendenza dalla tecnologia.

Se un tempo era essenziale una vetrina in piazza, oggi è fondamentale essere presenti sui dispositivi mobili, al posto giusto, al momento giusto.

Il riferimento va agli unici veri proprietari e gestori dell'informazione digitale, che hanno costruito imperi economici sconfinati basati su logiche di business rigidissime: le proprie. Ci si riferisce a tutti i motori di ricerca come Google, Bing, Yahoo... oppure Yandex in Russia, Baidu in Cina e così via.

Non si tratta dei tanti social media, che nascono come funghi e vivono di notorietà temporanea, rappresentando solo una piccola parte di un mondo più grande creato e controllato da questi "tiranni" dell'informazione, che influenzano direttamente la visibilità aziendale e il vantaggio dei competitors.

Questa è la base di partenza di quella consapevolezza che ogni decisore aziendale dovrebbe indiscutibilmente raggiungere. Senza questa logica di visibilità aziendale e in considerazione del sempre maggiore effetto ROPO (Research Online, Purchase Offline) che interessa tutti gli utenti digitali, le aziende rischiano di perdere significative quote di mercato e di business a favore dei competitors.

Dal turismo all'industria manifatturiera, dal comparto del lusso al commercio, nessuno è escluso. Questa affermazione è sostenuta con forza poiché la professione si basa sull'analisi digitale, e i numeri parlano chiaro.

In parole ancora più semplici, se non si rende la propria attività visibile e non si aiuta il pubblico a comprendere il valore che si rappresenta, oggi è impensabile sopravvivere alle evoluzioni degli utenti target o espandere il business.

Al contrario, si rischia di compromettere lentamente la propria visibilità aziendale, favorendo i competitors.

Le tattiche scorrette della concorrenza: nuove minacce alla visibilità aziendale.

Giunti a questo punto, diventa più semplice spiegare come alcuni competitors scorretti riescano a danneggiare un'infinità di aziende in tutto il mondo, compromettendo la loro visibilità aziendale.

Senza addentrarsi in tutti i vastissimi tecnicismi della SEO, che annovera purtroppo anche risvolti pericolosi come la Negative SEO, la presenza di link farm, le reti PBN (Private Blog Network) e altro ancora, è fondamentale comprendere il meccanismo di penalizzazione dei motori di ricerca: se qualcosa è considerata "spazzatura", viene spedita negli abissi della SERP, quasi immediatamente.

Questo è esattamente quanto accaduto a numerose aziende che hanno richiesto supporto in tempi recenti per recuperare posizioni, visibilità aziendale, reputazione e, di conseguenza, business.

In estrema sintesi, queste aziende, che avevano raggiunto una buona posizione, sono improvvisamente sprofondate negli abissi della visibilità. Per quale motivo? I backlink e le link farm, ad esempio, utilizzati dai competitors.

Proteggere la visibilità aziendale da competitors scorretti è fondamentale per tutti.

Siccome i backlink sono uno dei tanti importantissimi elementi di valutazione pretesi dagli algoritmi dei motori di ricerca, avere un'enorme quantità di backlink che puntano a siti di spam, scommesse online, contenuti per adulti o peggio ancora, significa azzerare la visibilità aziendale e la posizione raggiunta. Si comprende cosa fanno i competitors scorretti?

I motori, sempre per le loro ferree logiche di business, pretendono infatti solo contenuti e collegamenti di qualità.

Se un sito, che è l'unico vero luogo dove i motori di ricerca cercano in prima battuta le informazioni da distribuire in rete, ottiene backlink da altri siti di valore, i motori lo premiano. Capiscono che gli argomenti trattati hanno un riferimento certo, che sono graditi e che come tali sono di interesse per un vasto pubblico potenziale, favorendo la visibilità aziendale. Di contro, lo penalizzano pesantemente. Punto e basta. Questo è ciò che accadeva alle aziende prima di un intervento strategico, a causa dei competitors scorretti.

Oltre alle pratiche sopra menzionate, il panorama delle minacce alla visibilità aziendale si è evoluto. Alcune pratiche scorrette che i competitors potrebbero impiegare oggi includono:

  • Google My Business Spam: Creazione di profili Google My Business falsi o riempiti di recensioni negative per un competitor. Oppure, al contrario, un'eccessiva quantità di recensioni false positive per il proprio profilo, con l'obiettivo di distorcere la visibilità aziendale locale.
  • Contenuti Duplicati/Scraping Massivo: Copia e ripubblicazione sistematica dei contenuti di un competitor su numerosi siti di bassa qualità per diluire l'originalità e il valore SEO del sito originale, tentando di danneggiare la sua visibilità aziendale.
  • Cloaking Scorretto/Keyword Stuffing Avanzato: Tecniche più sofisticate di cloaking (mostrare contenuti diversi a utenti e motori di ricerca) o keyword stuffing (ripetizione eccessiva di parole chiave) mirate a saturare il mercato con contenuto irrilevante o ingannevole per affossare i competitors onesti.
  • DDoS Attack (Distributed Denial of Service) Mirati: Sebbene più rari e tecnicamente complessi, attacchi DDoS possono paralizzare temporaneamente il sito di un competitor. Questo lo rende inaccessibile agli utenti e ai crawlerdei motori di ricerca, con un impatto devastante sulla visibilità aziendale.
  • Manipolazione delle Recensioni e delle Valutazioni: Organizzazione di campagne sistematiche per pubblicare recensioni negative false su piattaforme terze (es. Trustpilot, TripAdvisor, Amazon) per minare la reputazione di un competitor e la sua visibilità aziendale percepita.
  • Falsa Rilevazione di Copyright o Violazioni: Segnalazioni infondate di violazioni di copyright o politiche aziendali ai motori di ricerca, con l'intento di far rimuovere pagine o siti dei competitors.

Queste pratiche dimostrano come la battaglia per la visibilità aziendale sia diventata multifacetica e richieda una vigilanza costante.

Il mondo delle opportunità digitali scorrette è in continua espansione. A partire dai competitors. La rete abbonda di servizi a pagamento che, con pochi euro versati mensilmente, consentono a numerosi competitors scorretti di inviare migliaia e migliaia di backlink "spazzatura" o di attivare altre tattiche malevole.

Ovviamente, l'obiettivo è danneggiare la visibilità aziendale altrui e sgretolare la reputazione raggiunta. Ciò avviene non solo presso gli utenti dei mercati di riferimento, ma anche presso i motori di ricerca.

Questo mondo di pratiche scorrette è tuttavia un serio problema anche per gli stessi motori di ricerca, perché sostanzialmente si pone in antitesi alle loro proficue logiche di guadagno. Nessun motore di ricerca, infatti, gradisce avere al proprio interno "parassiti" incontrollabili, che potrebbero minacciare il loro incontrastato business. Ciò nonostante, non riescono a fare molto.

La rete, compreso il deepweb, è ancora piena di queste offerte. Il futuro, purtroppo, non sembra preannunciare uno stop totale a queste pratiche, rendendo la protezione della visibilità aziendale una priorità costante.

Secondo uno studio del 2023 di BrightEdge, la Negative SEO può ridurre il traffico organico di un sito web fino al 50% o più in pochi mesi, evidenziando la gravità del problema e l'impatto sulla visibilità aziendale dovuto ai competitors.

L'esperienza consolidata, basata sull'analisi digitale e sul continuo studio di questi contesti per aiutare le aziende a competere su tutti i mercati e con tutti i competitors, permette di affermare senza possibilità di smentita che solo la presenza di un consulente strategico specializzato nello sviluppo del business aziendale attraverso il mondo digitale può garantire il successo.

Se il mondo digitale sembra infatti essere appannaggio di chiunque, la verità è invece tristemente un'altra.

Sono pochissimi i professionisti che si possono permettere di studiare, di testare e manifestare con competenza tutto ciò che ogni giorno cambia all'interno dei canali digitali.

La velocità dell'obsolescenza della tecnica o delle tecnologie è un aspetto devastante che pochi considerano. Né le aziende, sempre più in balìa di professionisti impreparati o non troppo attenti alle evoluzioni, né le realtà che ci lavorano.

Chi è infatti capace di realizzare egregiamente un sito dal punto di vista grafico, nel 99% dei casi non sa quasi nulla di quelle che sono le logiche di visibilità aziendale, cosa pretendono i motori di ricerca, cosa bisogna fare per i competitors, e via discorrendo. Ci si ferma qui perché l'elenco sarebbe lunghissimo e forse particolarmente noioso, ma è per questo motivo che si rendono necessari interventi specialistici per aiutare le aziende ad uscire dal buco nel quale sono finite.

Nel caso specifico dei backlink malevoli, bisogna fare una profondissima analisi del contesto digitale dell'azienda. Successivamente, è necessario capire ed individuare quali sono gli elementi di penalizzazione. Una volta definiti e scovati, bisognerà eliminarli singolarmente, precisando ai motori di ricerca di annullare il collegamento.

Un lungo lavoro che quindi un'azienda non può fare senza la presenza di un consulente strategico specializzato nello sviluppo del business aziendale attraverso il mondo digitale.

La visibilità aziendale è un asset troppo prezioso per lasciarla al caso e alla mercé dei competitors scorretti.

Proteggere la visibilità aziendale dagli attacchi dei competitors nell'era digitale non è più un'opzione, ma una necessità strategica. La complessità delle minacce e l'evoluzione costante degli algoritmi richiedono un approccio esperto. Un consulente strategico specializzato nello sviluppo del business aziendale attraverso il mondo digitale è il partner essenziale per navigare queste sfide e assicurare la crescita sostenibile.