Come tutti sanno il turismo gioca un ruolo fondamentale sul Pil italiano e sulle centinaia di migliaia di aziende che operano su questo settore, a livello diretto o indiretto.

I dati e le opportunità parlano chiaro, come indicato nell’ultimo convegno dedicato al turismo tenutosi a Dicembre presso la Banca d’Italia. Ciò nonostante molte realtà ed enti di promozione turistica non si soffermano su queste informazioni.

Nemmeno quando il WTTC, l’associazione che rappresenta l’industria turistica globale, amplia la portata della crescita e della ricaduta sui territori da parte turismo.

Oltre ai numeri e alle indicazioni di queste organizzazioni, dal nostro osservatorio privilegiato basato sull’analisi e sulla business intelligence, ci preme sottolineare come una grande fetta delle aziende e degli Enti che si occupano di turismo a vari livelli, non abbia ancora realizzato in quale situazione sia caduta, rispetto l’evoluzione dei mercati e delle percezioni degli utenti finali.

Per essere drammaticamente chiari, queste realtà non hanno capito in sostanza come sia fondamentale per il turista di oggi ottenere informazioni, allargate e distribuite. Senza distinzione di età, capacità di spesa e provenienza.

Da un po’ di anni a questa parte e con l’avvento dell’era digitale, il modo in cui le persone cercano ad esempio informazioni su una determinata struttura, piuttosto che su una determinata località è decisamente cambiato.

I canali digitali sono quindi il fulcro dove si svolge l’azione.

Le persone visitano infatti i più disparati siti internet e blog per informarsi, prima di scegliere la prossima meta turistica. In qualunque momento della giornata possono, in completa semplicità, recarsi in rete per trovare i migliori prezzi e le migliori offerte in base alle capacità di spesa e al tipo di vacanza.

Le cause del cambiamento.

L’avvento di Internet ed il contestuale cambiamento dei comportamenti hanno modificato profondamente il mercato, creando opportunità e “minacce” che fino a un decennio fa erano impossibili da immaginare.

Ora la domanda a cui dare risposta è: “questa fase è un problema, un’opportunità o semplicemente un’evoluzione obbligata?”.

Prima di giungere alla risposta e alle soluzioni è tuttavia importante evidenziare in sintesi le cause principali, per raggiungere una corretta consapevolezza e capire cosa fare.

In sintesi:

1) Il turismo è diventato “fast and smart”. Essendo internet il modo più veloce per ricercare informazioni, le persone preferiscono fare una veloce ricerca sui canali digitali, piuttosto che recarsi alla più vicina agenzia turistica per pianificare un viaggio.

2) Crescita ed espansione degli OTA. Al giorno d’oggi gli OTA (Online Travel Agency) sono lo strumento più usato dalle persone per organizzare le vacanze e per le aziende del turismo, per vendere i loro servizi.

3) La costante ricerca dell’affare. Sulla spinta degli OTA e delle loro promozioni, il comportamento degli utenti è profondamente cambiato. La stragrande maggioranza dei turisti sono infatti alla ricerca dell’affare e si usa internet proprio per questo motivo.

Ossia la costante ed ossessiva corsa al risparmio.

Si pensa quindi che il web riservi delle offerte vantaggiose, con le quali si possa risparmiare cifre importanti, rispetto alle tradizionali agenzie turistiche.

Un’ulteriore riflessione sul turismo.

Sulla scorta della nostra esperienza sul comparto del turismo a diversi livelli, gli OTA in Italia meritano un’ulteriore riflessione, e questa volta dal lato delle realtà professionali che li utilizzano.

In sostanza come prima considerazione, va ricordato che gli OTA hanno potuto nascere, proliferare e diventare monopolisti nel comparto turistico, grazie al ritardo culturale digitale generalizzato.

A partire dagli Hotel, che per primi hanno indugiato nel voler capire quale futuro internet stava loro creando per il futuro.

Nessuno ha infatti voluto studiare e intuire il futuro del turismo, che a distanza di pochissimo tempo sarebbe passato, con la diffusione dei canali digitali e delle rigidissime logiche di business di tutti gli Mdr (motori di ricerca), solo tramite una visibilità capillare ed organizzata delle informazioni.

Errore fatale!

Gli Hotel e le strutture alberghiere in tutte le loro declinazioni, hanno voluto accontentarsi nelle fasi iniziali dei servizi a basso costo offerti dagli OTA, salvo poi ricredersi a condizioni mutate.

Troppo tardi per loro.

La realtà ci dimostra infatti come tantissime realtà siano oggi in ostaggio degli OTA e come sia per loro quasi impossibile rinunciare al flusso economico proveniente da questo tipo di visibilità. 

“aumentare la visibilità digitale per essere riconosciuti, apprezzati e cercati ”
Non è mai troppo tardi per recuperare.

Ciò che risulta evidente, alla luce di quanto fin qui precisato, è la necessità da parte di tutti coloro che operano sul mercato del turismo che raggiungere una maggiore consapevolezza e che bisogna urgentemente cambiare passo.

Soprattutto nel modo di intercettare i mercati di riferimento e di come inviare le informazioni all’utente finale.

Ora che abbiamo messo in luce le cause di questo radicale cambiamento nel settore turistico, cerchiamo di capire come sfruttare tutto ciò a proprio vantaggio. Sì, perchè il mondo digitale non è il problema, bensì la soluzione!

I vari OTA come Booking.com piuttosto che Trivago, come abbiamo sopra precisato, hanno pesantemente monopolizzato il mercato. Si sono espansi, stanno dettando le “regole del gioco” e stanno oggi imponendo agli operatori impegni e commissioni sempre maggiori. Quindi a discapito di un profitto sempre minore.

Anche gli OTA hanno tuttavia alcuni limiti:

1) non considerano e non si evolvono così efficacemente rispetto i continui cambiamenti delle percezioni degli utenti;
2) non considerano la crescente “scolarizzazione” digitale degli utenti, sempre più capaci di riconoscere le offerte non in equilibrio con le presunte occasioni;
3) subiscono un’inesorabile e sempre maggiore aggressione da parte delle nuove piattaforme digitali;

Non è mai quindi troppo tardi per recuperare perché mercati e tecnologia sono assimilabili alla stessa parabola:  nascita, crescita, espansione massima, discesa e forse estinzione.

Ma non solo.

Gli utenti finali sono infatti sempre in evoluzione e come tali sono sempre pronti ad essere interessati alle novità, al cambiamento e all’equilibrio tra domanda ed offerta.

 Ci si può quindi fermare?

Mai arrendersi.

Chi mastica turismo da tanti anni conosce perfettamente come si sono ad esempio alternate le destinazioni ed i servizi a partire dagli anni 50 fino ad oggi.

Continuare quindi a pensare che le cose, i servizi ed il mondo nel suo complesso non cambierà o che i giochi sono oramai conclusi, significa pertanto ripetere gli errori del passato.

Quegli errori che hanno facilmente portato alla situazione di oggi in cui ci sono realtà che lavorano tantissimo, altre a stento ed infine quelle che devono chiudere.

Chi invece ha iniziato a realizzare che anche nel turismo tutto sarà sempre da inventare, modificare e proporre in un’ottica diversa, ha ed avrà di contro successi concreti.

A partire dai piccoli ambiti locali, in cui nessuno si concentra in maniera efficace, perché distratto da vecchi condizionamenti, da informazioni obsolete e dall’assenza di un’analisi specifica e soprattutto attuale.

La situazione in cui versano tanti Comuni ed Enti territoriali locali d’Italia è eloquente.

Visibilità e contenuti come elemento chiave per il futuro.

La nostra esperienza con il settore del turismo e con tutte le nostre case-history di successo, ci porta ad affermare senza ombra di dubbio, che il punto di partenza oggi passa in sintesi solo per l’aumento dell’affermazione digitale e della visibilità.

Quindi nel contestuale aumento della riconoscibilità e nell’efficace distribuzione delle informazioni a proprio carico.

Ma cosa bisogna fare allora per raggiungere questo fondamentale equilibrio?

Innanzitutto bisogna capire che le “regole” dei monopolisti della visibilità (M.d.r. – motori di ricerca) pretendono canali digitali performanti e contenuti di altissimo valore.

Avere ad esempio un sito internet che risponde alle rigide logiche del loro astuto “sistema di business”, significa essere trovati da tutti gli M.d.r. Non solo per la parte tecnica ma soprattutto per la parte di contenuto.

Senza entrare nei lunghissimi apetti di queste ragioni, raggiungere questa consapevolezza è tuttavia il primo passo da compiere.

Pertanto a tutti coloro che credono di aver risolto il problema, avendo ad esempio affidato la creazione e lo sviluppo del sito a chi non conosce profondamente questi aspetti, è un errore fatale.

Professionisti di questa materia ce ne sono infatti pochissimi!!!

Per fare un esempio concreto, il 99% dei siti aziendali e degli e-commerce italiani, non sono in grado di intercettare il potenziale utente sui mercati di riferimento. 

Ancora peggio se si considera l’incapacità di generare una canale privilegiato di riconoscibilità, stima e fiducia.

Ci si concentra purtroppo solo sulla parte meno importante che è il layout e si scorda tutto il resto.

Non a caso ci chiamano a risolvere i problemi degli altri…

Oltre la tecnica è indispensabile l’analisi.

Raggiungere una buona visibilità è tuttavia molto difficile. Ciò nonostante per partire con il piede giusto è indispensabile iniziare sempre e solo con l’analisi e la business intelligence.

Per quanto ci riguarda, nulla deve essere realizzato senza l’esperienza dei dati.

La conoscenza approfondita del mercato, della concorrenza e della propria posizione rispetto lo stesso mercato, è quindi la base di partenza.

Raccogliere dati e sapere ad esempio cosa vogliono i propri clienti, per poter distribuire informazioni giuste e targhettizzate, è il passaggio successivo per iniziare ad essere riconosciuti.

Tant’è che fornire informazioni ai propri interlocutori (M.d.r. + utenti), in modo intelligente e con un percorso ben definito, permette di soddisfare quelle necessità fondamentali che attivano l’attenzione degli M.d.r.

Ossia di essere riconosciuti e classificati dai motori di ricerca, ed in caduta di essere visti e trovati dagli utenti. Sempre in costante ricerca di servizi, prodotti e specializzazioni.

Più si verrà trovati dagli utenti finali e maggiore sarà la posizione nel ranking degli M.d.r.

Aiutiamo i professionisti nei più disparati settori.

Ogni azienda, ente o professionista ha una sua storia unica ed irripetibile. Come tale impossibile da replicare.

Ciò nonostante nel caso del comparto del turismo, possiamo affermare che il nostro Team sta attualmente collaborando con alcune realtà che operano in questo settore. Per fronteggiare il cambiamento in atto e la loro nuova necessità di essere visti, trovati e riconosciuti nel vasto mondo digitale.

Naturalmente anche in questo caso siamo partiti dalla realizzazione degli elementi chiave, alla base della nostra attività:

1) Analisi preventiva del mercato e business intelligence;

2) Ideazione, definizione e progettazione di un coerente piano di sviluppo su misura, nato dalle indicazioni del punto precedente;

3) Attivazione di un ecosistema digitale corretto, coerente e performante;

4) Creazione e distribuzione di informazioni specifiche volte al posizionamento, alla visibilità e alla referenzialità di tutti i servizi o prodotti offerti.

Tutti questi elementi stanno quindi accompagnando gli Studi nello sviluppo di un vero processo di crescita in termini di visibilità e affermazione.

Per rafforzare il sentiment dei propri clienti da una parte, e per intercettare o ridurre il gap tra gli Studi e le nuove necessità dei potenziali nuovi clienti, dall’altra.

Tra queste il trust o l’assistenza fiscale per le aziende estere o digitali, ad esempio.

“idee, tecnica e progetti su misura per gestire il futuro e sviluppare i mercati “

Attivarsi subito per prendere posizione.

Sono ancora poche le realtà nel comparto del turismo che hanno capito il cambiamento e come sia fondamentale aumentare la propria visibilità con il mondo digitale.

Gli spazi per crescere soprattutto in Italia ci sono e anche tanti, soprattutto a livello locale.

Bisogna tuttavia accelerare il passo perché la consapevolezza di queste nuove logiche si distribuirà e la concorrenza non rimmarrà certamente a guardare.

Esattamente come faranno gli Mdr i quali ragioneranno con il famoso proverbio: “chi primo arriva, meglio alloggia!”.