Tutte le aziende di qualsiasi settore hanno la certezza di avere dei competitors più o meno agguerriti, per la naturale logica del business e della sopravvivenza.

Pochissime sono tuttavia in grado di capire fino a che punto i competitors si possono spingere, soprattutto oggi in cui le possibilità di rovinare le aziende sono davvero facili e a buon mercato.

Scriviamo infatti questo articolo perché anche in questi ultimi mesi, pesantemente inficiati dagli effetti della pandemia in corso, siamo stati interpellati per portare aiuto a diverse realtà.

…ed in parecchi settori! Da quello della produzione industriale a quello dei servizi.

Queste aziende si sono infatti improvvisamente trovate dall’essere facilmente raggiunte dagli utenti di riferimento ad essere quasi diventate  “sconosciute”. Quindi con grande beneficio dei competitors.

Una tragica situazione quindi che in definitiva ha portato ad una significativa perdita di fatturato.

Capire il contesto per riflettere.

Per capire il problema bisogna capire il contesto. Non solo per aiutare chi avverte questa situazione ma anche tutti coloro che vogliono preventivamente evitare di perdere quote di mercato.

Parlare della scorrettezza di alcuni competitors potrebbe essere fin troppo facile ma ciò che stiamo per affermare prevede il raggiungimento di quella consapevolezza che da sempre stiamo auspicando.

Parliamo della visibilità e della referenzialità che tutte le realtà devono raggiungere!

Tutto parte dal fatto che qualsiasi realtà che oggi fa business, necessita di forti relazioni con i mercati di riferimento. Quindi è “naturalmente” costretta  ad essere visibile e referenziata sui canali digitali.

Soprattutto in questi periodi di forti limitazioni negli spostamenti. Se un tempo era necessaria una vetrina in piazza, oggi bisogna essere presenti sui telefonini al posto giusto, al momento giusto.

Il riferimento va quindi agli unici veri proprietari e gestori dell’informazione digitale che hanno costruito degli sconfinati imperi economici, basati su rigidissime logiche di business. Le loro ovviamente.

Ci riferiamo a tutti i motori di ricerca come ad esempio Google, Bing, Yahoo… oppure Yandex in Russia, Baidu in Cina e via discorrendo. Quindi non ai tanti social che nascono come funghi, che vivono di temporanee notorietà e che sono solo una piccola parte di un mondo che vive all’interno di un contesto più grande creato e controllato dai sopraccitati tiranni.

Consapevolezza e comportamenti da raggiungere.

In maniera molto succinta, questa è la base di partenza di quella consapevolezza che tutte le persone dovrebbero raggiungere.

Indiscutibilmente!

Senza questa logica di visibilità ed in considerazione del sempre maggiore effetto R.O.P.O. che interessa tutti gli utenti digitali, le aziende perdono abbondanti quote di mercato e di business.

Dal turismo all’industria manifatturiera, dal comparto del lusso a quello del commercio ecc. Nessuno escluso.

…e lo sosteniamo con forza perché la nostra professione si basa sull’analisi digitale. I numeri quindi parlano chiaro!

In parole ancora più semplici, se non ci si rende visibili e non si aiutano gli utenti a capire il valore che si rappresenta, oggi è impensabile sopravvivere alle evoluzioni degli utenti target o espandere il business.

Anzi, ci si seppellisce lentamente con le proprie mani.

Concorrenza competitors sleali - Swing Business Development

Le possibilità che spingono alcuni competitors.

Giunti a questo punto diventa tutto più semplice spiegare come fanno alcuni scorretti competitors a rovinare un’infinità di aziende in tutto il mondo.

Senza entrare in tutti i vastissimi tecnicismi e potenzialità della SEO, che annovera purtroppo anche pericolosissimi risvolti come la negative SEO, la presenza delle link farm, le reti PBN ecc… ci limitiamo a ricordare che se i motori considerano spazzatura qualche cosa, la spediscono nel più profondo degli abissi.

Abbastanza immediatamente.

Esattamente come è successo alle aziende che ci hanno chiamato in questi ultimi mesi per recuperare posizioni, visibilità, reputazione e quindi business.

In estrema sintesi, queste aziende che avevano raggiunto una buona posizione erano improvvisamente sprofondate negli abissi della visibilità.

Per quale motivo? I backlink e le link farm ad esempio.

“proteggere l’azienda da competitors scorretti è la necessità di tutti”

Siccome i back link sono uno dei tanti importantissimi elementi di valutazione pretesi dagli algoritmi dei motori di ricerca, avere un’enorme quantità di backlink che puntano  a siti che fanno Spam, scommesse online, porno o peggio ancora (ad ognuno la fantasia), significa azzerare la visibilità e la posizione raggiunta.

Capito cosa fanno i competitors scorretti?

I motori, sempre per le loro ferree e vantaggiosissime logiche di business, pretendono infatti solo contenuti di qualità.

Se un sito quindi, che è l’unico vero luogo dove i motori di ricerca cercano in prima battuta le informazioni da distribuire in rete, ottiene backlink da altri siti di valore, i motori lo premiano. Perché capiscono che gli argomenti trattati hanno un riferimento certo, che sono graditi e che come tali sono di interesse per un vasto pubblico potenziale.

Di contro lo penalizzano pesantemente. Punto e basta.

…quello che infatti succedeva alle aziende prima del nostro intervento.

Prezzi bassi e nessuna conseguenza sono un grande incentivo.

Il mondo delle scorrette opportunità digitali è sempre più di interesse. A partire dai competitors. La rete è infatti piena di servizi a pagamento che con pochi dollari, versati ogni mese, permettono a tanti scorretti competitors di inviare migliaia e migliaia di backlink spazzatura.

Ovviamente per danneggiare qualcuno e per sgretolare la reputazione raggiunta. Non solo presso gli utenti dei mercati di riferimento ma anche presso i motori di ricerca.

Questo mondo di pratiche scorrette, è tuttavia un serio problema anche per gli stessi motori di ricerca, perché sostanzialmente si pone in antitesi alle loro proficue logiche di guadagno.

…e a nessun motore di ricerca, piace avere al proprio interno degli incontrollabili parassiti, che potrebbero minacciare il loro incontrastato business.

Ciò nonostante non riescono a fare molto.

La rete ed il deepweb sono ancora pieni ed è per questo che evitiamo di dare loro ulteriore notorietà pubblicando qualche esempio solo per stupire chi sta leggendo questo articolo.

Il futuro purtroppo non sembra quindi far presagire nulla di buono, come uno stop totale a queste pratiche.

Cosa è possibile fare per superare questo problema?

La nostra continua esperienza basata sull’analisi digitale e sul continuo studio di questi contesti per aiutare le aziende a competere su tutti i mercati e con tutti i competitors, ci permette di affermare senza prova di smentita che solo la presenza di un professionista specializzato può garantire il successo.

Se il mondo digitale sembra infatti essere appannaggio di chiunque, la verità è invece un’altra.

Sono pochissimi infatti i professionisti che si possono permettere di studiare, di testare e manifestare con competenza tutto ciò che ogni giorno cambia all’interno dei canali digitali.

La velocità dell’obsolescenza della tecnica o delle tecnologie è un aspetto devastante che pochi considerano.

Né le aziende, sempre più in balìa dei tanti improvvisati, né le realtà che ci lavorano.

Chi è infatti capace di fare egregiamente un sito dal punto di vista grafico, nel 99% dei casi non sa quasi nulla di ciò che sono le logiche di visibilità, cosa pretendono i motori di ricerca, cosa bisogna fare per i competitors, e via discorrendo.

Ci fermiamo qui perché l’elenco sarebbe lunghissimo e forse particolarmente noioso ma è per questo motivo che ci interpellano per aiutare le aziende ad uscire dal buco nel quale sono finite.

Nel caso dei backlink malevoli, bisogna fare una profondissima analisi del contesto digitale dell’azienda, per poi successivamente capire ed individuare in caduta quali sono gli elementi di penalizzazione. Definiti ed scovati, bisognerà successivamente eliminarli singolarmente precisando ai motori di ricerca di annullare il collegamento.

Un lungo lavoro che quindi un’azienda non può fare senza la presenza di un competente professionista.