Il programmatore è il primo killer dell’e-commerce

Aggiornamento 05.04/2024

Il programmatore dell’e-commerce è quasi sempre il problema

Il programmatore dell‘e-commerce è quasi sempre il primo micidiale nemico del successo di un e-commerce e quindi del futuro di un’azienda. Questa affermazione potrebbe apparire azzardata e presuntuosa ai chi non conosce questi aspetti, purtroppo è la tristissima realtà con la quale ci confrontiamo continuamente, quando arriviamo in soccorso di tante aziende arenatesi in “secche” particolarmente difficili.

Soprattutto costose.

Ci vorranno pertanto scusare quelle pochissime e competenti realtà che al loro interno hanno degli specialisti che conoscono perfettamente la materia, ma è giunto il momento anche per loro di dire come stanno le cose per la tutela della categoria e per una netta demarcazione dai tanti facili “demolitori” di aziende.

Nella stragrande maggioranza dei casi, il programmatore che costruisce infatti un e-commerce non sa quasi nulla del contesto in cui la sua creatura andrà a crescere e relazionare. Ovvero quel mondo digitale voluto, gestito e condizionato dai motori di ricerca.

Internet per intenderci. 

Pertanto, mentre il programmatore crede sia corretto sviluppare la tecnologia sulla base della sua una circoscritta conoscenza ed in funzione dei modelli di business che gli appartengono, le informazioni in casa internet si muovono e funzionano esattamente all’opposto. Ossia con le logiche di funzionamento, i modelli di business e con tutte le continue arbitrarie evoluzioni che caratterizzano la tecnologia dei motori di ricerca.

Metaforicamente parlando è come arrogarsi il diritto e la pretesa di costruire un motore e una macchina per partecipare al circuito di Formula Uno infischiandosi delle regole. Quindi delle prestazioni richieste, dei percorsi, della dimensione della carrozzeria e delle gomme, del carburante impiegato, dei giri da compiere e via discorrendo.

Un impossibile delirio di onnipotenza.

Eppure, poche aziende e manager sanno che l’e-commerce non è uno strumento per fare visibilità, come molti soloni danno invece ad intendere. È solo un efficiente strumento che crea una vetrina digitale e che gestisce la vendita dei prodotti in essa contenuti.

PUNTO E BASTA!

Credere pertanto che la sola presenza di un e-commerce è la soluzione per essere trovati dagli utenti e indurli a fare un acquisto, è un errore fatale. Indiscutibilmente limitante e decisamente costoso.

La storia è ricca di conferme, almeno per la nostra lunga esperienza sul campo.

Perché si naufraga miseramente sulle secche?

Quello che generalmente non sa il programmatore che è un esperto di codice ma non sa nulla di SEO, dato che arriva da un’altra formazione e cultura, è che gli e-commerce per loro natura presentano limiti tecnici che ostacolano la loro visibilità sui motori di ricerca. Ossia presso i veri ed unici gestori della comunicazione digitale, oggi potenziata dall’intelligenza artificiale.

I motori di ricerca, come Google, Bing, Yandex, Baidu eccetera, utilizzano infatti complessi algoritmi per indicizzare e classificare le pagine web in base alla loro rilevanza e qualità. Esattamente come lo fanno tutte le AI oggi presenti, attraverso una continua attività di raccolta informazioni (scraping).

…e qui casca l’asino.

Gran parte degli e-commerce non sono infatti in grado di fornire le informazioni che i motori di ricerca vogliono poter raggiungere. Spesso mancano ad esempio i metadati corretti, le descrizioni e le keyword dei prodotti, i canonical, una struttura ottimizzata del sito e tutti quegli altri elementi che sono cruciali per la visibilità online ed i rapporti con i motori di ricerca e la pericolosa intelligenza artificiale.

Programmatore Killer E Commerce Ideaswing

Tradotto: questi limiti rendono ai motori di ricerca un compito particolarmente difficile, se non impossibile, comprendere il contenuto ed indicizzare correttamente le pagine. Compromettendo in definitiva la visibilità dei prodotti e dell’azienda online.

Il programmatore tout-court è quindi uno specialista che conosce molto bene la programmazione ma nella stragrande maggioranza dei casi sa poco o nulla di visibilità digitale. Ossia di tutte quelle “regole” non scritte che sono alla base del funzionamento dei motori di ricerca e che permettono a questi ultimi di raccogliere tutte quelle informazioni che portano le pagine dei siti ad essere indicizzate.

Quindi visibili agli utenti durante gli intenti di ricerca.

Ecco perché un e-commerce nasce praticamente morto nella stragrande maggioranza dei casi.

Errori Search Console E Commerce

I problemi si amplificano quando è custom

Se gli e-commerce nascono con profondi limiti strutturali che compromettono la visibilità online, le cose vanno paurosamente ancora peggio quando questo strumento viene creato da zero da mani inesperte. Quando cioè non vengono impiegati sistemi abbondantemente rodati ed affinati, da alcune enormi software house mondiali che hanno la forza economica e la capacità di continuare ad evolvere un prodotto così delicato. Vulnerabile tra l’altro ai continui aggiornamenti digitali e alle frenetiche evoluzioni dei comportamenti degli utenti utilizzatori.

Ecco perché bisognerebbe stare sempre molto attenti ad affidare la realizzazione di un e-commerce a un programmatore o comunque ad una software house che crede di sapere, forse ingenuamente, una pagina più del libro. Senza coinvolgere infatti un SEO specialist il rischio di giungere ad un flop è altissimo e nessun manager che ha a cuore le sorti dell’azienda, dovrebbe correre questo rischio.

Bisogna inoltre ricordare, che molte software house di medie e piccole dimensioni, non solo hanno delle evidenti difficoltà a controllare un sistema che evolve, ma non hanno nemmeno la capacità organizzativa per controllare costantemente il funzionamento dell’intero processo. Come invece si dovrebbe fare.

Un dramma che porta in caduta anche alla pessima esperienza utente in termini di UX e UI dell’utilizzatore finale, oggi così fondamentale per vendere online.

IdeaSwing Fiori Web
Il primo passo per il successo

Sia nel caso di un progetto iniziale ex-novo, come nel caso del recupero di un e-commerce dalle spettrali profondità abissali della visibilità, ricorrere all’analisi dei dati è la prima fondamentale azione che qualsiasi programmatore o competente software house dovrebbe fare.

…comprese tutte le aziende che si trovano in enormi difficoltà in termini di vendita online, referenzialità e posizionamento digitale.

Per avere la certezza che il risultato sia apprezzabile se non addirittura eccezionale, evitando quindi tutti i disastri sopra descritti, risulta fondamentale approcciare il mondo del digitale solo attraverso l’impiego di quei specialisti esterni che pongono la loro prima azione nell’analisi complessiva dei dati. Non solo per identificare i limiti della struttura digitale in uso ma anche i preziosissimi dati del mercato, degli utenti e della concorrenza, che permettono la perfetta definizione della strategia di sviluppo che tutte le aziende dovrebbero avere.

Stando di conseguenza lontano dalle tante inutili e fuorvianti sirene che portano fuori strada o verso i discutibili social, che non sono ma la cura o il passaggio obbligato per l’evoluzione, come molti vogliono ancora far credere.

Possono essere un enorme e deciso limite.

In ogni caso, l’importante è non lasciarsi abbindolare dal primo apparente specialista che si presenta con i fuochi di artificio, bensì consultare realtà specialistiche diverse, che fin dall’inizio dichiarano un’ampia conoscenza dei contesti tecnologici, dei canali digitale e dei motori di ricerca.

Anche per una sola consulenza perché è comunque il sistema più sicuro per evitare lo sperpero di montagne di soldi e per assicurare ai progetti di espansione delle aziende tutta quella tranquillità che si meritano.

Buon lavoro a tutti.

Agenzia Marketing Ideaswing
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