Se i social limitano le aziende, la SEO le potenzia

Aggiornamento 29.03/2024

Seo o Social Media? Il vuoto culturale che continua ad azzoppare le aziende

“SEO o social media?” è il drammatico dilemma e vuoto culturale, che nel tempo impatta pesantemente su molte aziende, sul loro sviluppo, sulle loro risorse e soprattutto sul loro futuro. In questa maniera, ogni anno vengono perse significative quote di mercato e quindi di business, lasciando spazio alla concorrenza che può approfittare a mani basse, scorazzando in un territorio senza ostacoli.

La causa?

L’assenza di veri professionisti e web agency che conoscono perfettamente la materia, che la studiano e la sviluppano continuamente, e che infine possono accompagnare le aziende in quel evolutivo processo di consapevolezza, oggi indispensabile per cavalcare le opportunità del mondo digitale e dell’intelligienza artificiale. 

 In buona sostanza, sono quelle figure professionali che conoscono nel dettaglio il funzionamento dei canali digitali e tutte le logiche di business che spingono gli unici monopolisti dell’informazione digitale, a imporre le regole per la visibilità e quindi l’ingaggio e la relazione con gli utenti.

Ci riferiamo a tutti i motori di ricerca.

Come Google e Bing nel mondo occidentale, Yandex in Russia, Baidu in Cina e via discorrendo.

Differenze fondamentali

Conoscere la differenza nel fondamentale uso ed investimento sulla SEO, rispetto i Social Media, è un’aspetto di primaria importanza per chi si occupa di marketing digitale e per tutti gli imprenditori o dirigenti d’azienda.

È inoltre senza dubbio una fondamentale scelta strategica, che richiede chiarezza della situazione attuale e quindi degli obiettivi che si può e si dovrebbe raggiungere, per dare continuazione al processo di crescita aziendale. 

Ma che differenza c’è tra una tecnica (SEO) e l’uso di un canale digitale (Social Media)? 

La SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme delle attività, tecniche e di contenuto, volte a migliorare  la visibilità delle informazioni presenti in un sito web, e quindi del sito web stesso, sui motori di ricerca per raggiungere le posizioni più alte nella SERP (Search Engine Result Page).

Ossia il posizionamento sulla pagina ottenuta dalla ricerca attraverso i motori di ricerca.

La SEO è quindi l’artefice del successo che porta l’utente, attraverso la ricerca organica, a trovare ciò che vuole per soddisfare le sue necessità

Seo Specialist Ideaswing

I Social Media sono, invece, piattaforme digitali come Tik Tok, Facebook, Linkedin e altre ancora, dove chiunque può pubblicare informazioni (testi, video, audio eccetera) e interagire direttamente con il pubblico target, solamente se l’utente ha la “fortuna” di vedere il post in un tempo ragionevolmente breve dalla sua pubblicazione.

Poi lo perde.

Metaforicamente, i social sono come un corriere espresso, il cui unico compito è consegnare un pacco (informazione) partendo da un punto e raggiungendo un altro.

Non permettono quindi agevolmente, tutto ciò che porta attraverso l’intento di ricerca, a soddisfare le necessità degli utenti in termini informativi.

Quindi, su cosa si dovrebbe puntare tra i due: SEO o Social Media?

Una vittoria schiacciante. I numeri parlano chiaro

Prima di procedere con la lista dei pro e dei contro, crediamo sia doveroso ricordare, per il rispetto che nutriamo verso i nostri clienti, che puntare sulla SEO è ciò che sempre abbiamo consigliato ed auspicato.

Se così non fosse, il nostro approccio data driven sviluppato sull’analisi dei dati riferiti ai comportamenti dei mercati, degli utenti e della concorrenza, non dovrebbe essere alla base del nostro successo e di tutte le aziende nostre clienti, che molto spesso arrivano dopo tragiche esperienze con agenzie di marketing sprovviste di queste caratteristiche.

Tornando all’argomento in discussione, secondo il BrightEdge Channel Report, dopo un’analisi dettagliata di oltre 100.000 siti web, il traffico organico, ossia quello proveniente dai risultati dei motori di ricerca, è il 53% di tutto il traffico web.

Capito la portata del suo valore? È più della metà.

Il traffico proveniente dai Social Media, rappresenta invece solo un misero 15% del totale.

Entrando più in profondità, per quanto riguarda ad esempio le conversioni, ossia le azioni desiderate considerate obiettivo di marketing come effettuare un acquisto, sono rispettivamente il 48% per la SEO e il 14% per i social media.

Ecco perché tantissime aziende si sono ammazzate con le loro mani, spendendo inutili follie su Social Media scomparsi o caduti in disgrazia. Questa è una storia impossibile da smentire, anche per i tanti giocolieri ed improvvisati “marketer”, che continuano a proporre i Social Media come unico Eldorado per il successo aziendale.

In passato si è già verificato e ancora accadrà, perché l’obsolescenza della scienza digitale e delle abitudini degli utenti è sempre in costante evoluzione.

Punto e basta!

Perché la SEO vince a mani basse?

I siti web che si classificano in alto sulla SERP per le parole chiave rilevanti, generano abitualmente più traffico e maggiori conversioni. Le persone che arrivano in un sito, passando per la ricerca organica, sono infatti più inclini a convertire perché stanno cercando attivamente informazioni relative ad una keyword (la parola che esprime l’intento di ricerca).

Se ciò non bastasse, è di vitale importanza (per il brand) sapere che la SEO è la strada per costruire la propria autorità, referenzialità e credibilità online. Essere presenti nella prima pagina della SERP significa per gli utenti anche essere un punto di riferimento di settore, che denota capacità aziendali. In termini di competenza, di credibilità, affidabilità, offerta eccetera.

…tutto ciò che alla fine influenza in modo positivo gli utenti nel loro processo decisionale.

Pertanto, la SEO non può che essere un’attività che richiede estrema competenza, tempo e tanta pazienza, per costruire quella solida visibilità, affermazione e reputazione online, che porta indiscutibilmente qualsiasi realtà al successo.

Il suo ROI (return on investment) nel lungo periodo è costante ed i suoi benefici sono strutturalmente più importanti della tanta e per certi versi pericolosa pubblicità digitale

Pro e contro

E ora, come anticipato, ecco i vantaggi della SEO rispetto ai Social Media:

1. Copertura: il traffico organico è dominante. Un sito web ottimizzato correttamente permette di raggiungere un pubblico sconfinato. Ossia tutti quegli utenti che sono alla ricerca di informazioni, prodotti e servizi, che passano attraverso una keyword. La copertura copre qualsiasi ambito e provenienza digitale, social compresi. I social media hanno invece un pubblico “chiuso” indiscutibilmente ridotto, e generalmente limitato ai follower. La ricerca è infine confinata all’interno del solo canale.

2. Precisione: con l’utilizzo di parole chiave specifiche (keyword long-tail) è possibile raggiungere nicchie di pubblico con uno specifico intento di ricerca. La precisione è ancora più ampia e non massimalista come avviene con i Social. 

3. Affidabilità: avere un sito web ben posizionato può richiedere del tempo. Ma una volta posizionato bene, può mantenere questa posizione per un lungo periodo anche perché alimentata dalla reputazione ottenuta presso altri siti (backlink) . I Social Media sono invece soggetti alle mode, all’obsolescenza della tecnologia e ai comportamenti degli utenti.

4. Costo: la SEO può essere più costosa in termini di investimento iniziale ma il suo ROI a lungo termine è impareggiabile. I Social Media invece, se ben gestiti generano risultati più rapidi, decisamente inferiori nel lungo periodo e comunque vincolati alla volatilità dei trend. 

Procedere per step in modo strategico

Per tirare le fila, è chiaro che la SEO permette di raggiungere un pubblico più ampio, con maggiori successi e con tutta quella solidità in termini di visibilità e referenzialità, che oggi risulta indispensabile all’interno del mondo digitale.

Nel nostro caso, grazie anche alla forza del Growth Hacking utilizzato per portare al successo qualsiasi tipo di attività e soprattutto alla conoscenza degli effetti dell’introduzione dell’intelligenza aritificiale all’interno dei motori di ricerca.

Google SGE in primis.

I Social Media d’altro canto sono un ottimo canale per interagire facilmente con i propri utenti ma… interagire senza costruire un percorso informativo di posizionamento, può rivelarsi pericoloso.

È come parlare in prima persona con il direttore di una banca per richiedere un finanziamento senza avere dati, argomenti di qualità o uno storico positivo che ne giustifichino l’erogazione. Chi lo farebbe? Chi sarebbe sicuro di ottenere i soldi chiesti?

Pertanto, prima di utilizzare canali mirati come i Social o di investire soldi in inutili campagne pubblicitarie, sarebbe opportuno analizzare chiamare uno specialista, capace di consigliare ovviamente la SEO e prima ancora un’analisi dei dati complessiva, che possa evidenziare il livello di visibilità e brand reputation raggiunto.

Questo è l’approccio strategico che bisogna avere ed è anche la caratteristica delle evolute web agency di grande valore.

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