Ecommerce: un utile strumento che nasce morto

Aggiornamento 21.12/2023

Ecommerce: tutto ciò che non vogliono far sapere

Chi studia e salva le aziende quando gli ecommerce non producono risultati, dovrebbe avere il coraggio di dire pubblicamente come stanno le cose. Ossia che è uno strumento digitale certamente utile ma con dei grossi limiti e che dopo una lunga e costosa gestazione, nasce purtroppo sempre morto.

Perché?

Perché è una tecnologia quasi sempre, totalmente o parzialmente preconfezionata, prodotta e poi “replicata con il ciclostile” senza la conoscenza ed il rispetto del funzionamento dei motori di ricerca. Recentemente anche delle varie AI che finalmente confermano l’attività di scraping all’interno del mondo digitale.

Per chi ancora non conosce l’argomento, ricordiamo infatti che TUTTI i motori di ricerca mondiali alla data odierna sono ancora ed indiscutibilmente gli unici gestori, monopolisti e punti di passaggio obbligati, per la visibilità digitale. Quella specifica visibilità che porta all’acquisto di un prodotto o di un servizio.

Non certo gli “inutili” social come molti ancora erroneamente credono.

Sono solo i motori di ricerca come Google, Bing, Yandex, Baidu, ecc. che fanno la differenza.

Pertanto, uno strumento digitale come un ecommerce che non “dialoga” con le stesse regole pretese dai motori di ricerca è destinato a rimanere totalmente o parzialmente sconosciuto, durante gli intenti di ricerca degli utenti. Nasce quasi sempre per fare altro.

Un ecommerce è in sintesi un utile strumento digitale indispensabile per gestire una complessa vetrina, i relativi processi di selezione e acquisto, la contestuale gestione del magazzino e il sistema di pagamento. Come tale, tranne in alcuni pochissimi casi nasce per gestire flussi interni e non per fare visibilità esterna in maniera autonoma.

…come invece erroneamente crede la stragrande maggioranza delle persone e delle aziende che li acquistano o, peggio ancora, che li producono.

Ciò detto, questo enorme gap tecnico-culturale è un grosso problema per le aziende.

Molte realtà hanno commesso e continueranno a commettere, l’errore di credere che la sua presenza sia la condizione essenziale per avere successo, per rendere visibili prodotti o servizi e quindi per aumentare facilmente le vendite ed i fatturati. Oltre ovviamente sopravanzare la concorrenza.

Invece, nulla di più sbagliato!

In termini di visibilità, averlo o non averlo non cambia praticamente quasi nulla.

Ne consegue, che senza una sufficiente visibilità di cui spesso parliamo, tra miliardi di pagine web, il massiccio uso dell’intelligenza artificiale, una concorrenza sempre più agguerrita e la pericolosa pubblicità digitale usata a caso, gli utenti non potranno mai giungere alla pagina che presenta un prodotto o servizio in vendita.

Oltre essere immediatamente convinti all’acquisto in quel ecommerce e non in quello della concorrenza.

Così funziona.

Amazon l’esempio più eclatante

Fatte le debite distinzioni, Amazon, il grande e notissimo ecommerce mondiale, è il caso più lampante che conferma perfettamente ciò di cui stiamo parlando.

Questo colosso delle vendite online è infatti anche lui costretto a pagare miliardi di dollari di pubblicità digitale ad un motore come Google, per rendere visibile agli utenti alcune delle sue pagine, in modo possano comparire durante gli intenti di ricerca dei suoi clienti ed utenti potenziali.

Non ci credete?

Guardate allora lo screen shot qui sotto allegato.

Noterete infatti che a fronte di un intento di ricerca riferito alla competitiva keyword “luci di Natale”, il motore di ricerca Google precisa che esistono oltre 27 milioni di pagine che trattano l’argomento o si riferiscono alle parole “luci di Natale”.

Pertanto, per essere visibile ed essere presente nelle prime posizioni della prima pagina di Google, l’ecommerce di Amazon è costretto a pagare molti quattrini per essere immediatamente raggiunto, per promuovere le sue “luci di Natale e per sopravanzare la numerosa concorrenza.

Ecommerce Non Funziona Ideaswing

Lo screen shot successivo mostra invece l’elevata competizione mensile che si attesta in oltre 549.000 ricerche mensili e soprattutto tutte le declinazioni della ricerca connessa alle varie long tail della keyword “luci di natale”.

Ce ne sono oltre 2.291.

Tutto ciò dovrebbe far riflettere.

Ecommerce Problemi Ideaswing

Che fare allora?

Prima di spendere inutilmente tante energie economiche ed organizzative, acclarata la necessità di utilizzare uno strumento di questo tipo per la gestione e la vendita di prodotti o servizi, è SEMPRE fondamentale studiare l’intero contesto di impiego. Il mercato di riferimento, gli utenti, la concorrenza e le capacità dell’azienda stessa.

Per capire quindi lo strumento digitale migliore da impiegare, per definire la strategia di visibilità digitale più efficace, quella di marketing, quella di gestione del “magazzino digitale” e via discorrendo.

Fino a circoscrivere il perimetro dei costi e degli interventi da effettuare, in modo la dirigenza aziendale possa fare tutte le valutazioni del caso. In termini di obiettivi e risultati da raggiungere, di redditività e soprattutto di esborsi economici per sostenere una “creatura” di questo tipo.

Non è detto infatti che si debba sempre utilizzare il solito classico farraginoso, costoso e molte volte inutile ecommerce. Si possono ad esempio utilizzare validi strumenti alternativi, come il tool Hublami, che sono paurosamente meno costosi, decisamente più efficaci per l’interazione diretta con gli utenti, senza costi di mantenimento e assolutamente consigliabili anche per tutti i negozi digitali che funzionano ma che vogliono migliorare le performances.

Nella nostra lunga esperienza molto spesso ci siamo purtroppo imbattuti in aziende che si sono dissanguate in progetti digitali inutili, a causa di un approccio errato e di “specialisti” troppo superficiali. Progetti dei quali non è mai stata valutata preventivamente la capacità tecnica dello strumento proposto, oltre tutto ciò che gravita attorno ai mercati target, agli utenti e ai famosi motori di ricerca, che indiscutibilmente impattano su questi strumenti.

In ogni caso, se malauguratamente ci si trova invischiati in questi problemi, una soluzione c’è sempre e l’unica cosa da fare è interpellare velocemente un competente specialista digitale. Non una delle pericolose ed improvvisate web agency  o software house di turno, che nulla sanno di motori di ricerca e di analisi digitale.

Non ce ne sono purtroppo molti in Italia ma quei pochi specialisti sono assolutamente bravi e competenti.

Per riconoscerli è sufficiente osservare il loro approccio: se affrontano le necessità ed i problemi del cliente partendo dall’analisi dei dati e di tutto il contesto, saranno sicuramente affidabili. Se invece fin dall’inizio non mostrano questo approccio e si concentrano sui fuochi di artificio, beh… è meglio tenersi alla larga.

IdeaSwing Fiori Web

Drammi e limiti ulteriori

Capito il limite iniziale di gran parte degli ecommerce, uno dei drammi successivi di tanti negozi digitali preconfezionati è che difficilmente vengono rivisti in termini di ottimizzazione tecnica. Un problema enorme che inchioda sul fondo degli oscuri abissi oceanici gran parte dei negozi digitali.

Il motivo? Tanti…

Ciò nonostante, quello a nostro avviso di maggiore nota si riferisce al fatto che il costruttore dovrebbe mettere pubblicamente in discussione uno strumento venduto come perfetto, “duplicato con il ciclostile” e con errori di concepimento gravi. Oltre dover ovviamente affrontare una mole di lavoro enorme, se le pagine di prodotto sono parecchie ed i link interni sono diventati negli anni un’infinità.

Ecommerce Non Funzionante Ideaswing

Bisogna ricordare che questi negozi digitali sono quasi sempre delle pesantissime creature digitali spiaggiate, sfinite e morenti, a causa di errori di tutti i tipi provenienti dalle fasi di concepimento, da quelle di crescita e infine da quelle di uso.

Lo screen shot qui sopra rende più che tangibile la proporzione dei disastri che abitualmente incontriamo

Adottare pertanto fin dall’inizio alcune “best practice” che indiscutibilmente migliorano l’ecommerce e che lo rendono sicuro e veloce, non solo per gli utenti ma anche per i motori di ricerca, dovrebbe essere sempre fatto. In questo modo gli utenti avranno inoltre  un’esperienza d’uso positiva e saranno sempre invogliati a tornare.

Esattamente come lo saranno gli stessi motori di ricerca, decisamente più propensi a portarlo nelle prime posizione della ricerca organica e a premiarlo rispetto la concorrenza, essendo state rispettate le loro logiche di funzionamento

Convertire infine l’interesse in azione

Se essere visibili è senza dubbio il primo fondamentale aspetto per portare al successo un ecommerce, far compiere un’azione agli utenti è il secondo indiscutibile obiettivo. La mossa vincente è infatti convertire l’arrivo in una pagina in un clic sui pulsanti “Acquista” o “Iscriviti”.

…e qui casca l’asino.

Perché?

Perché a questo punto dovrebbe essere già entrato in scena il marketing digitale, che in buona sostanza è quel complesso di strategie che trasformano gli utenti in clienti.

Purtroppo non è quasi mai così.

Nella stragrande maggioranza dei casi queste strategie sono infatti assenti o carenti, anch’esse per un’infinità di motivi. La loro loro presenza sarebbe invece più che utile perché assicurerebbe la sinergica presenza e combinazione di questi tre fondamentali elementi:

  1. Promozione efficace per attirare gli utenti;
  2. Impeccabile esperienza utente per favorire l’acquisto o incentivare il ritorno;
  3. Contenuti di qualità, rilevanti e coinvolgenti, che consolidano la relazione con gli utenti e radicano il valore del prodotto e dell’azienda venditrice.

Senza questi elementi non si può costruire una solida brand reputation che oggi è indispensabile per posizionarsi come leader autorevoli nel settore e conquistare o mantenere la fiducia dei clienti.

La realtà ci ricorda inoltre che molto spesso questi ecommerce si sono dimenticati che il rapporto con gli utenti non si è concluso con la procedura d’acquisto. Le persone non vogliono solo capire la qualità, il prezzo e come prodotti o i servizi di un brand migliorano la loro vita. Si aspettano anche di essere coccolati/valorizzati/riconosciuti dallo stesso brand, prima e dopo.

Quella che noi internamente chiamiamo “cusj”. Un termine da noi coniato per identificare l’evoluzione sotto “steroidi” del mix customer satisfaction + customer journey.

Tra l’altro, gli utenti se lo aspettano anche da aziende molto piccole, poiché le abitudini ed i marketplace hanno ormai definito degli standard molto alti per il servizio clienti e la personalizzazione dell’esperienza utente negli acquisti online.

Agenzia Marketing Ideaswing
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