Il marketing senza il resto non serve a nulla

Aggiornamento 25/09/2022 12:31

Identificare solo nella “scienza” del marketing il passaggio obbligato per la sopravvivenza e la crescita aziendale è l’errore che oggi meglio identifica l’esatta dicotomia tra realtà che oggi prosperano senza ansie e quelle che vivono nell’angoscia del futuro.

Sembra un’affermazione sacrilega, ma non lo è affatto. Anzi!

Il marketing senza lo studio dei dati just-in-time customizzato sull’azienda, riferibili al suo mercato, alla sua concorrenza, ai comportamenti degli utenti e al loro mondo digitale, è come un prestante nuotatore senza un braccio. Oppure una macchina di F1 senza ruote o benzina. Bella da vedere in un museo ma certamente inutile per competere in un circuito di gare.

Nel business moderno, la presenza e l’equilibrio di tutti questi aspetti è l’indiscutibile base di partenza per tutte le realtà che vogliono sopravvivere o che desiderano crescere.

…ma questa è anche la cruda realtà che molti riottosi non vogliono ancora accettare.

Se un mondo rimane schiacciato dai suoi vecchi condizionamenti culturali, un altro si modifica e si evolve, aumentando a dismisura i guadagni. Grazie gli ampi spazi di manovra lasciati dalla concorrenza e grazie alla pervicacia del vecchio mondo che non voler considerare le opportunità che ogni giorno si manifestano.

La differenza è quindi nell’umiltà dell’approccio all’evoluzione e nella voglia di fare business. Quell’umiltà che troppo spesso manca a molte aziende, imprenditori e manager italiani, troppo concentrati sull’ego professionale e poco inclini a considerare i contributi esterni.

Possedendo un po’ di umiltà, si realizzerebbe infatti che i modelli di business e le strategie di marketing del passato, si devono indiscutibilmente adattare e basare sul costante cambiamento dell’intero contesto in cui gravitano i mercati. In caduta sulle necessità e comportamenti degli utenti target. 

Devono quindi evolvere sia sui mercati B2B che su quelli B2C.

Pertanto, per sopravvivere o sfruttare le grandi possibilità di sviluppo e crescita che oggi ci sono, l’unica soluzione è studiare e soprattutto avere una mentalità aperta per interpretare il presente e cavalcare il futuro.

Tutto il resto è un’enorme, ingiustificabile e costosa perdita di tempo!

Marketing digitale IdeaSwing

Nessuno può dichiararsi estraneo alla lotta

È un fatto notorio che negli ultimi anni tutti i mercati, i settori e le professioni, abbiano subito una spinta poderosa al cambiamento. Una riflessione per alcuni decisamente semplicistica, ma assai veritiera per la nostra esperienza e per quella di molte aziende che si dichiarano soddisfatte per essersi prontamente adeguate al processo evolutivo.

Alcuni studiosi dei comportamenti umani e sociali, nelle loro infinite lezioni, parlano di regressione. Altri di processi evolutivi naturali, altri invece si interrogano filosoficamente sugli scenari futuri non ancora definibili.

Per quanto ci concerne e per l’esperienza che ci accompagna, tutti questi rispettabili esercizi teorici, si scontrano con l’unica verità tangibile: nessuno può dichiararsi estraneo. Nemmeno dalla “lotta” per la crescita o sopravvivenza con cui tutti dovranno fare i conti prima o poi.

Dall’inizio della crisi del 2007, che ha sostanzialmente accelerato la “nuova era”, si registrano infatti quattro differenti situazioni:

1) chi ha iniziato per primo a subire la crisi e ha colto subito l’opportunità uscendone molto bene;
2) chi invece sta iniziando a capire che deve evolvere e prendere l’ultimo treno per la salvezza;
3) chi è nel bel mezzo del “guado” perché lasciato solo dai soliti incapaci;
4) chi non ha cavalcato il cambiamento ed ha chiuso, o sta impotentemente fallendo.

Un pericoloso denominatore comune

Nella nostra articolata esperienza, a contatto con aziende di tutti i settori e mercati, troppo spesso abbiamo incontrato realtà sprofondate in un enorme gap culturale, nonostante l’attività di marketing fosse presente. Ovviamente rispetto la conoscenza dei dati, l’evoluzione dei mercati, la concorrenza e i comportamenti degli utenti target.

Un ritardo conoscitivo che ancora oggi trova linfa vitale dall’adozione di vecchi approcci e modelli di business, passando di conseguenza per quelli organizzativi e commerciali, finendo a quelli legati alla distribuzione delle informazioni all’interno del vasto mondo digitale. Un mondo al quale gran parte della popolazione attinge.

..e l’imbarazzo che viviamo nel chiedere, durante il primo incontro conoscitivo, la presenza di un moderno piano di marketing, precise analisi di mercato o linee strategiche di sviluppo di corto/medio periodo, sta oramai sconfinando nell’incredulità. Oltre che nella triste abitudine di vedere aziende incapaci di notare la spada di Damocle che pende sopra le loro teste.

In considerazione anche delle continue crisi economiche e tensioni socio-politiche, che con cadenze cicliche sempre più brevi, inficiano i comportamenti dei mercati.

Rimaniamo quindi basiti.

Con tutto il rispetto verso queste lacune culturali, osserviamo quindi il perdurare della volontà di “navigare a vista”. Non solo all’interno di piccole e medie aziende, ma anche in quelle che fatturano centinaia e centinaia di milioni di euro l’anno.

Probabilmente aspettano un messia o forse gli alieni ma è comunque un approccio ed una scelta errata. Alle volte fatale come la storia ci insegna. Soprattutto nel business moderno, in cui l’approssimazione ed il fai da te non hanno la più minima ragione di esistere.

Pensare quindi di affrontare la competizione, gli utenti ed i mercati moderni con gli approcci del passato, è folle!

…ma ci si rende conto ad esempio che se in passato un oggetto o servizio era pensato e sviluppato da una sola persona, gli stessi oggi sono al centro dello sviluppo di centinaia di figure estremamente formate e competenti?

Tra ingegneri, designers, robot …e negli ultimi anni anche dalla potenza dell’intelligenza artificiale!?!

Quello che non viene detto quando non si studia e si fa esperienza

Se l’analisi dei dati, la business e competitive intelligence oltre un’evoluta strategia di marketing mancano all’interno delle aziende, alla visibilità le cose nelle aziende vanno ancora peggio.

Tutto questo perché non vengono spiegati e dimostrati i numeri, i comportamenti e le abitudini che caratterizzano mercati e utenti target. Sia sul B2B che sul B2C.

Se le aziende fossero infatti a conoscenza di queste informazioni, ogni normale imprenditore o manager che fa impresa, saprebbe cosa fare. O quantomeno si sforzerebbe a considerare nuovi e più efficaci approcci, perché lo scopo è fare business. Non giocare su chi ha torto o ragione.

Come si può creare un piano ed una strategia di marketing efficaci, senza considerare ad esempio che solo nel 2021 gli italiani hanno passato 6 ore e 22 minuti ad interagire ogni giorno con il loro cellulare? Come si può pensare di vendere e competere in un mondo globalizzato con le vetrine di un tempo, mentre a tutta la popolazione interessano quelle digitali?

Sono chiari gli esempi? Si capisce perché si deve avere un differente approccio a partire dal piano e dalla strategia di marketing?

Pertanto l’osannato marketing, senza tutto il corollario informativo che caratterizza i mercati, i comportamenti, la concorrenza e la tecnologia, è come un atleta al quale oggi è stata amputata una gamba o un braccio.

Per fare business oggi bisogna studiare, gestire e dominare con competenza diversi elementi. Quei fattori che portano in caduta alla visibilità, alla credibilità e a quella fiducia che tutti i mercati e utenti pretendono prima di compiere un’azione.

Ma chi sono i professionisti che aiutano le aziende in questi passaggi evolutivi?

POCHISSIMI!

Troppi si spacciano infatti profondi conoscitori, guru e leader, ma oltre la capacità di rendersi visibili sui canali social, pochi alla fine riescono a rendere tangibilmente lo sviluppo all’interno delle aziende.