Marketing e visibilità i passaggi obbligati di tutti per il futuro.

Gioia e dolore per tanti imprenditori o manager, un’ottima strategia di marketing ed una efficace visibilità online, sono il passaggio obbligato per tutti coloro che vogliono fare business.

Non solo per le aziende che vorranno sopravvivere, ma anche per quelle che vorranno crescere.

Questa la cruda realtà che pochi vogliono ancora accettare.

Se un mondo rimane bloccato sui suoi vecchi condizionamenti culturali, un altro si modifica o si evolve, senza alcun segno di rallentamento. Anzi, accelera in continuazione.

Questi scenari sono il frutto dell’enorme pressione cui tutti i mercati sono sottoposti. Si devono infatti repentinamente modificare, adattare, forse evolvere, ma sempre nella costante rincorsa della nuove percezioni delle necessità degli utenti target.

Sia sui mercati B2B che B2C.

Per sopravvivere quindi a questo enorme ed incontrollabile processo, per certi versi anche evolutivo, l’unica soluzione è, e sarà anche per il futuro, studiare continuamente per evolvere

swing business development

La competizione si è alzata a dismisura ed è in costante evoluzione.

Pensare di affrontare nuovi o vecchi mercati con logiche del passato è totalmente errato oltre che pericoloso.

Il business di oggi si basa su una radicata visibilità e sulla corretta percezione del mercato dei punti di forza che caratterizzano un’azienda in termini di credibilità, fiducia, valore.

Queste sono le priorità indispensabili per vendere servizi o prodotti sui mercati moderni.

Il business c’è sempre stato, continuerà ad esserci e sarà sempre in costante evoluzione. 

In pratica all’infinito.

Nessuno escluso dal processo evolutivo.

Tutti i mercati, i settori e le professioni, hanno subito o stanno subendo una spinta poderosa al cambiamento. Una riflessione quest’ultima, per alcuni decisamente semplicistica, ma assai veritiera per la nostra esperienza diretta.

Alcuni dotti studiosi dei comportamenti umani e sociali, nelle loro infinite declinazioni parlano inoltre di regressione. Altri di processi evolutivi naturali, altri invece si interrogano filosoficamente sugli scenari futuri non ancora definibili.

Per quanto ci concerne e per la concretezza che ci accompagna, oltre tutti questi rispettabili esercizi, l’unica verità tangibile è che nessuno può dichiararsi escluso.

Soprattutto chi di professione fa impresa.  Imprenditori quindi o liberi professionisti.

Dall’inizio della crisi del 2007, che ha sostanzialmente innescato o accelerato questa “nuova era”, registriamo tre differenti casistiche:

1) c’è chi ha iniziato prima a subire la crisi e con il processo evolutivo è forse uscito;
2) chi è nel bel mezzo del “guado”;
3) chi invece sta iniziando proprio adesso a dover considerare di imboccare un percorso di adattamento alle nuove “regole” dei mercati.

In questa situazione sono cadute per prime le aziende produttive, dei servizi e del commercio, infine tutte le professioni, ritenute un tempo inattaccabili. Dentisti, avvocati, notai…

Ci fermiamo qui per brevità, ma come potete capire: nessuno può dichiararsi escluso.

 

Il denominatore comune e le vere cause.

Nella nostra lunga ed articolata esperienza, a contatto con aziende di tutti i settori, troppo spesso abbiamo trovato le imprese in un’enorme gap culturale nel confronto con l’evoluzione dei mercati.

Da quello strategico/organizzativo e commerciale, fino al pericolosissimo ritardo culturale digitale, che si accompagna alla classica assenza di una valida strategia di marketing.

L’imprenditore ed il professionista italiano naviga ancora generalmente a vista. Una scelta errata e alle volte fatale, in un mondo che continua a cambiare.

L’assenza di una vera analisi di mercato, di una conseguente strategia di marketing, di una efficace business intelligence, accompagnata dalla classica assenza di una reale visibilità online, sono il vero dramma delle realtà italiane.

Questi sono le principali cause che continuano a limitare o uccidere le imprese italiane.

 

Quello che non vi dicono in estrema sintesi.

Se l'analisi del mercato, la competitive intelligence e la strategia di maketing mancano, o non godono di "ottima salute" all'interno delle aziende, alla visibilità le cose vanno ancora peggio.

Tutto questo succede perché non vi spiegano in sintesi, le "regole" che caratterizzano i mercati, le abitudini e le percezioni degli interlocutori finali.

Sia sul B2B che sul B2C.

Se le imprese fossero infatti a conoscenza di queste informazioni, ogni normale imprenditore o professionista, saprebbe cosa fare. O quantomeno si sforzerebbe a considerare di approcciare i mercati in maniera più efficace e più attuale.

Bisogna ricordare infatti che per raggiungere o aumentare la visibilità, la credibilità e la fiducia, bisogna indiscutibilmente raggiungere un buon equilibrio tra diversi fattori.

Elementi apparentemente facili da trattare ma assolutamente difficili da creare, gestire e sviluppare nella realtà.

Tutti parlano e forse troppo, ma pochi alla fine riescono a concretizzare qualche cosa.

Parliamo quindi di competenze tecniche, di informazioni specifiche sui comportamenti dei mercati e dei potenziali clienti, di analisi di mercato specifiche, di strategie di marketing efficaci, di contenuti di alto valore...

Sempre più difficile.

Bisogna quindi partire da una forte consapevolezza ed una corretta base tecnologica, sulla quale sviluppare nel tempo, una serie infinita di strategie di visibilità e di contenuti di valore per "agganciare" i mercati.

Credibilità, fiducia, valore.

Tutto il resto sono soldi butti al vento, noia e parecchio tempo perso.

Solo con questo approccio le aziende possono intercettare con successo il traffico mosso dai clienti potenziali e convogliarlo sull'immagine, sui prodotti o i servizi offerti.

 

Un paragone per capire.

La visibilità online è come competere in una gara automobilistica molto selettiva e con avversari forti.

Per iniziare a gareggiare la cosa fondamentale è avere un motore tecnologicamente avanzato, una benzina di assoluta qualità, un pilota capace e una strategia di squadra di grande valore.

Pensare di gareggiare su un circuito da F1 con un carro trainato da un asino... beh... le speranze sono nulle.